Camp di subacquea scientifica settembre 2026: immersioni, osservazioni e tanto divertimento!
8 ottobre 2026

TAO Scuba Camp 2026: citizen science e tanto divertimento!

25-27 settembre 2026, Kostrena (Croazia): il TAO Scuba Camp ha portato sott'acqua tre entusiasti partecipanti con un approccio diverso dal solito: non soltanto esplorare il fondale, ma imparare a guardarlo con gli occhi di chi raccoglie informazioni sulla biodiversità marina.


Il camp è stato costruito per gradi. La prima fase ha introdotto i principi della citizen science applicata al mondo subacqueo, introducendo la differenza tra una semplice osservazione e un dato vero e proprio, l'importanza di un metodo condiviso e standardizzato e quanto il comportamento del subacqueo stesso (dall'assetto in immersione alla capacità di riconoscere le specie marine) influenzi la qualità di ciò che viene rilevato.


In acqua, i partecipanti hanno poi messo in pratica alcune delle tecniche più consolidate del monitoraggio subacqueo dei fondali, imparando a osservare l'ambiente marino con occhi diversi: da descrizioni generiche a valutazioni più precise e confrontabili, in grado di restituire un quadro autentico della composizione dell'habitat e della biodiversità marina, tra alghe, praterie di fanerogame, roccia, sabbia e organismi sessili.

Il passaggio successivo ha spostato l'attenzione dalla vita sessile del fondale alla fauna mobile e ai pesci. I subacquei si sono cimentati nei censimenti visivi, una delle sfide più affascinanti del monitoraggio: gli animali si muovono, e contare specie ittiche nel loro ambiente naturale richiede attenzione, metodo e un buon occhio allenato.


Il filo conduttore del camp è stato proprio questo: trasformare ogni immersione in un'opportunità di conoscenza, restituendo al mondo della subacquea un ruolo attivo nella salvaguardia degli habitat costieri.


Un ruolo importante è stato dato anche alla fotografia e al video come strumenti di documentazione. Una foto non veniva considerata semplicemente un ricordo dell'immersione, ma una evidenza scientifica: inquadratura, scala, nitidezza e soprattutto collegamento tra immagine e osservazione diventano elementi utili per poter controllare successivamente un'identificazione. 


Infine, il lavoro non si è concluso uscendo dall'acqua. Il debriefing e la gestione dei dati sono stati parte integrante dell'esperienza: controllo delle schede, uniformità delle categorie, distinzione tra zero, dato mancante e organismo non cercato, collegamento tra osservazioni, fotografie e informazioni ambientali. Il messaggio finale è che la qualità di un monitoraggio dipende tanto dalla raccolta sott'acqua quanto da quello che avviene prima e dopo l'immersione. 


Lo Scuba Camp ci ha insegnato ad osservare in modo più consapevole. Ha mostrato come strumenti relativamente semplici: un quadrato, un metro da transetto, una lavagnetta, una macchina fotografica e soprattutto un metodo condiviso possano cambiare completamente il modo in cui un subacqueo legge il fondale.


Tre giorni per scoprire che un'immersione può essere molto più di un'esplorazione: può diventare osservazione, misura, dato e, nel tempo, conoscenza utile alla conservazione del mare.

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